Ortopedia Tecnica su misura

Il Centro Ortopedico Ferranti dispone al suo interno di un laboratorio ortopedico per la progettazione e costruzione di dispositivi medici ortopedici, gestito da personale laureato in costante aggiornamento, come tecnici ortopedici abilitati per il settore Ortopedia Tecnica ed in Scienze Motorie per il settore Mobilità e Riabilitazione, Sport e Disabilità.

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Articoli ortopedici
Plantari su misura
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L’ortesi plantare è un dispositivo medico realizzato interamente su misura che, deve rispondere a più necessità: da un lato correggere e/o compensare una problematica e dall’altra essere ben tollerata dal paziente risultando perciò leggera e soprattutto capace di migliorare la qualità della nostra vita.
Pertanto un paio di plantari su misura, per essere tali, non potranno essere uguali a un altro soggetto perché diversi per anatomia, per problematica, per età, per sudorazione, peso ecc.

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Classificazione:

  • Plantari correttivi
  • Plantari antalgici

    S’intendono plantari correttivi, le ortesi realizzate con lo scopo di correggere una problematica nell’età evolutiva, ovvero fino a quando l’apparato muscolo-tendineo-scheletrico è in grado di rispondere a delle sollecitazioni esterne. Appartengono a queste categorie le ortesi per il bimbo che, per mezzo di cunei, spessori o sostegni, sono in grado di modificare, nelle migliori delle circostanze, la presenza di alcune problematiche come il piede piatto, la pronazione del retropiede, l’avampiede varo, il ginocchio valgo ecc.

S’intendono plantari antalgici, le ortesi concepite a solo scopo di ridurre, limitare o, nelle migliori ortesi, eliminare il dolore scatenato a seguito di una problematica in corso. Sono plantari che vengono concepiti con materiali solitamente morbidi al fine di ammortizzare o scaricare l’urto in un determinato punto dolente. Sono normalmente realizzati in soggetti con artrosi a uno stadio avanzato, artrite deformante, gotta, diabetici, gravi insufficienze circolatorie o comunque in tutte quelle circostanze in cui il piede lamenta una grave insofferenza.

Quindi, un ortesi plantare avrà caratteristiche, composizione, sostegni e scarichi diversi dall’avampiede al retropiede a seconda dell’obiettivo da raggiungere.

Sono realizzati con materiali e tecniche come segue:

MATERIALI:

cuoio, sughero, acciaio inox, leghe leggere, materiali sintetici, termoplastici, materiali compositi (carbonio e poliaramidiche). Materiali sintetici espansi (polietilene, poliuretano, silicone ecc.).

TECNICHE:

correzione e adattamento di un predisposto. Modellatura su forma di serie personalizzata. Modellatura sul paziente per lievitazione. Modellatura con asporto di materiale riferentesi a precisi punti di repere. Modellatura su calco in gesso ottenuta da “negativo statico” o da “impronta dinamica”.
Quando sostituire i plantari?

Il tempo minimo di utilizzazione dei plantari prima della sostituzione è di:

  • un anno per l’adulto;
  • sei mesi per i bambini e ragazzi fino a 18 anni, eccetto casi di deterioramento accidentale o anoma legato ad una variazione fisiologica o patologica, o causato da particolari condizioni d’esercizio professionale.
Calzature correttive
Calzature correttive Image

La calzatura è uno strumento inventato dall’uomo al fine di proteggere il piede dal freddo e dalle innumerevoli controversie che presenta il terreno.

La calzatura per far si che sia corretta e non crei dei disagi al piede deve seguire queste regole:

  • Deve accogliere bene il piede, lasciando spazio anteriormente e liberta alle dita, stabilendo uno stretto rapporto retropodalico.
  • Deve essere costruita con materiali naturali o sintetici, purchè traspiranti e di prima qualità.
  • Il tacco deve essere tra i 2 – 3 cm di altezza in modo che siano distribuiti ottimamente i carichi tra retro e avampiede.
  • La suola e la tomaia devono essere irrigidite posteriormente in modo che si garantisca al piede un efficace contenimento e una corretta stabilizzazione.

calzature1Queste regole sono valide sia per l’uomo che per la donna.

Ora elenchiamo i difetti di una calzatura che possono portare ad altre deformazioni del piede e disturbi di diversa entità:

  • L’assenza di rinforzi posteriori nella suola provoca un “imbarcamento” della scarpa con conseguente cedimento della pianta del piede.
  • Le scarpe scollate sono quelle che provocano i danni maggiori specie se dotate di tacchi alti.
  • Tacchi troppo alti provocano disturbi all’avampiede, disturbi al ginocchio e alla colonna.
  • Tacchi troppo bassi provocano disturbi al retropiede.
  • L’assenza di rinforzi posteriori nella tomaia determina dislocazioni laterali o mediali del calcagno con conseguente supinazione o pronazione del piede.

calzature2Quindi è importante ricordare che la scarpa deve essere uno strumento del cammino e per far si che sia idoneo, non deve salire, scendere o ruotare ma deve esserci uno stretto rapporto con il retropiede ma allo stesso tempo deve lasciare libertà alle dita.

RICORDA! Una calzatura sbagliata può dar luogo a patologie molto gravi, ed è quindi doveroso prevenire o per quanto possibile contenere la gravità.

La Calzatura correttiva

La calzatura ortopedica è utilizzata per correggere deviazioni, completare e rivestire tutori e anche per piccoli accorgimenti nei casi di deformità. La calzatura correttiva è indicata per la correzione di deformità congenite o acquisite oppure per contenere una correzione già raggiunta e in ogni caso permettere un appoggio corretto.

La Calzatura di compenso

La calzatura ortopedica è utilizzata per correggere deviazioni, completare e rivestire tutori e anche per piccoli accorgimenti nei casi di deformità. La calzatura di compenso è indicata per fornire un appoggio al terreno ad un arto più corto rispetto all’altro, o in altri casi per ottenere un contatto con il terreno nei piedi deformati che necessitano di plantari, rialzi e quant’altro per far si che si riempia il vuoto ed evitare quindi uno scivolamento del piede nella calzatura stessa.

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Calzature costruite su misura e su calco gessato
Calzature ortopediche da bambino predisposte per plantare

Calzature ortopediche da bambino predisposte per plantare

 

Corsetti
Corsetti Image

Cosa è un corsetto ortopedico?

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Il corsetto ortopedico è un dispositivo che esercita azioni meccaniche tese a raggiungere una finalità terapeutica. Viene applicato all’esterno dell’apparato locomotore per sostenere, correggere e agevolare determinate funzioni.

I corsetti hanno funzioni:
• Correttiva (età giovanile ossia età evolutiva)
• Compensativa
• Contentiva (bloccare i movimenti)

L’azione che il corsetto deve svolgere è la funzione della patologia per cui viene applicato.

Nonostante si abbiano buoni risultati con l’uso dei corsetti, la loro applicabilità è limitata: come valori di riferimento si può dire che il trattamento con gessi e/o corsetti inizia da valori angolari di deviazione superiori a 15° con tendenza evolutiva e strutturazione clinica e radiografica, fino ad arrivare a valori di 40°- 45°, oltre i quali si ritiene necessario l’intervento chirurgico. All’interno di questo intervallo sono utilizzati diversi tipi di corsetti, in base alla localizzazione della curva scoliotica, della sua strutturazione, del valore angolare, ecc.

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Altre situazioni richiedono invece interventi combinati: nel caso, per esempio, in cui la correzione con corsetto si presenti, insufficiente occorre ricorrere all’uso di busti gessati a spinte localizzate. Ancora, si può invertire l’ordine di applicazione, cominciando con l’applicazione del busto gessato, seguito dal corsetto. Questi metodi sono sicuramente efficaci, sempre che vengano adottati in modo tempestivo, in particolare hanno il miglior risultato nel periodo di massima crescita vertebrale, durante il quale si necessita una più corretta ristrutturazione dei corpi vertebrali.

È fondamentale evidenziare che il raggiungimento di buone correzioni non è il fine ultimo dell’utilizzo del corsetto ma si ricerca il mantenimento della correzione nel tempo.

Corsetto Milwaukee

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Il corsetto Milwaukee presentato nel 1946 da Blount e successive modifiche è l’ortesi più usata al mondo per le deformità vertebrali evolutive dell’infanzia e dell’adolescenza. L’unica nota negativa è rappresentata dal fatto di essere poco gradevole esteticamente da parte dei giovani a causa del collare che fuoriesce.
Questo corsetto è stato utilizzato in tutte le forme di scoliosi, attualmente si propone di ridurre le curve scoliotiche dorsali, dorso-lombari, combinate, cervico-dorsali tra i 20° e i 40° in età compresa tra i 2 e i 15 anni. Il meccanismo correttivo è basato sull’elongazione del tronco e sull’apertura delle convessità delle curve attraverso delle spinte situate sulle costole afferenti l’apice delle curve, per effettuare una derotazione del corpo vertebrale attraverso le costole.

Da abbandonare al raggiungimento della maturità scheletrica e inoltre se opportunamente modificato è indicato nel trattamento delle cifosi dorsali strutturate.
Oggi il corsetto Milwaukee è considerato l’eccellenza per quanto concerne i corsetti attivi, mentre, è da sconsigliare data la sua poca efficacia per la correzione dei gibbi.
Il corsetto Milwaukee è composto da elementi in materiale plastico (polietilene)aste metalliche e rivestimenti per far si che la cute trovi un apoggio più soffice e non venga quindi stressata.

È molto importante una corretta prescrizione medica dello specialista.

Corsetto Lionese

corsetto5Il corsetto Lionese sviluppato da Stagnara tra il ’50 e il 58’ e messo a punto da Cotrel nel 1964 è il più efficace ai fini correttivi.
È ideale come prosecuzione del trattamento dopo corsetti non amovibili, infatti è preceduto da un apparecchio gessato per 4-6 mesi.
Tale presidio è indicato per le curve scoliotiche di una certa entità ossia oltre 30°, curve dorsali, dorso-lombari, doppie, ma anche lombari dell’adolescente
che abbiano un sufficiente sviluppo della gabbia toracica, inoltre è particolarmente indicato nel post-operatorio.

Questo corsetto viene sottoposto a controlli bimestrali per verificare la crescita somatica del paziente ed eventualmente
modificare l’altezza e l’entità delle spinte.
Il corsetto Lionese è composto da elementi in materiale plastico ad alta resistenza e rigidità, trasparenti e atossici, con due
aste una anteriore ed una posteriore. L’apertura del corsetto è anteriore.

È molto importante una corretta prescrizione medica dello specialista.

Corsetto Cheneau

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Il corsetto Cheneau rappresenta attualmente l’evoluzione più avanzata del trattamento delle curve scoliotiche avendo sia un ottima tollerabilità che una buona capacità di modellamento del gibbo. È un corsetto ben tollerato per l’ottima mimetizzazione sotto i vesti e per il suo peso leggero, viene utilizzato per curve fino a 35°- 40° dorsali, dorso-lombari e combinate. È un corsetto univalva costruito con materiale plastico con apertura anteriore.

Il corsetto Cheneau può essere un alternativa al Milwakee se permesso dall’ortopedico o un alternativa al Lionese se le curve non sono troppo strutturate. Periodicamente si devono effettuare dei controlli clinici per verificare l’esatta corrispondenza dei livelli di spinta.

È molto importante una corretta prescrizione medica dello
specialista.

Ortesi pediatriche e tutori
Ortesi pediatriche e tutori Image

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TUTORE AFO
VALVA ANTERIORE ALLINEATO AI METATARSI DINAMICO PER LA MARCIA.

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TUTORE AFO
CON ARTICOLAZIONE TAMARAK ALLA TIBIOTARSICA DINAMICO PER LA MARCIA.

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TUTORE AFO
APPOGGIO SOTTOROTULEO ARTICOLATO ALLA TIBIOTARSICA A SOVRAPPOSIZIONE DI MATERIALE ALLINEATO AI METATARSI DINAMICO PER LA MARCIA.

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TUTORE AFO
TUTORE CON ALETTE SOVRACONDILOIDEE NON ARTICOLATO ALLA TIBIOTARSICA.

Protesi
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Elementi che costituiscono una protesi ortopedica:
l’apparato di ancoraggio che connette la protesi al resto dell’arto o del tronco.
l’invasatura che è la parte a diretto contatto con il moncone d’amputazione, riproducendone il più possibile la forma.
il piede che rappresenta la porzione terminale della protesi, costruito per riprodurre nel modo migliore le caratteristiche funzionali ed estetiche dell’estremità assente.

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FASI DELLA REALIZZAZIONE DI UNA PROTESI

PROTESI POST-OPERATORIA IMMEDIATA
La protesi post-operatoria immediata viene applicata in seguito ad un intervento chirurgico direttamente nella sala operatoria per evitare cosi che possa insorgere nel paziente lo shock a livello psicologico della perdita di un segmento corporeo e inoltre per far si che lo stesso paziente possa riprendere una più rapida deambulazione. L’utilizzo di questa protesi è temporaneo.

PROTESI PROVVISORIA
La protesi provvisoria si utilizza dopo 4 settimane dall’intervento chirurgico per fare in modo che il paziente abbia un mezzo di deambulazione durante il periodo che il moncone si modificherà a livello di trofismo fino a raggiungere la forma definitiva. la protesi provvisoria può essere in gesso, in cuoio, in alluminio o con materiali plastico.

PROTESI DEFINITIVA
La protesi definitiva può essere di due tipi:

1. a sospensione pneumatica
2. a sospensione con bretellaggi

La protesi a sospensione pneumatica avviene facendo aderire la protesi stessa al moncone.
La protesi a sospensione con bretellaggi è sospesa all’arto mediante cosciale o bretellaggi.
A differenza delle protesi di arto superiore in quelle per arto inferiore bisogna prestare particolare attenzione a l’invasatura in quanto non solo deve garantire il giusto contatto con il moncone ma deve anche riprendere la forma precisa in modo da utilizzare per il meglio gli appoggi fisiologici.

È molto importante una corretta prescrizione medica dello specialista.

Plantare dinamico sport
Plantare dinamico sport Image

Plantare dinamico in schiuma espansa
(particolarmente adatto per attività sportiva)
modellato su impronta dinamica del paziente.

Indicazioni:

  • Patologie del piede sportivo
  • Piede diabetico
  • Meta tarsalgie gravi
  • Artrosi del piede

Le caratteristiche dell’ortesi plantare adatta alla sport devono soddisfare esigenze legate al gesto motorio e quindi ci deve essere una perfetta integrazione delle varie componenti motorie.

Fasi di realizzazione:

  • Preparazione della dima
  • Inserimento nella calzatura
  • Impronta del piede
  • Stilizzazione dell’impronta
  • Allestimento stampo
  • Colata del plantare

Questo presidio con la sua elasticità e morbidezza deve rispecchiare fedelmente l’impronta rilevata in dinamica andando a scaricare e compensare rispettivamente le zone di iperpressione o di sovraccarico.

Specialità:

ciclismo, tennis, golf, corsa, pallavolo, basket, calcio.

Materiali utilizzati:

Resina poliuretanica 617p32 (pedilene) con il relativo catalizzatore.
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Kit per plantari su impronta dinamica

Ortesi sportive
Ortesi sportive Image

Vasto assortimento di ortesi per lo sport e per attività fisica.

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